DYSKOLOS

 

 

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DYSKOLOS (Il misantropo)

 

Riscoprire e valorizzare la tradizione del recitare in maschera in Europa realizzando uno spettacolo moderno. Da questo intento nasce Menandro in maschera, studio per una messa in scena de il Misantropo di Menandro.

Lo spettacolo è momento finale di un progetto di ricerca interdisciplinare che ha coinvolto nell’arco di tre anni l'Università di Glasgow, lo Scottish Mask and Puppet Centre, l’Università Cattolica di Milano, e Venezia INscena, con il sostegno finanziario, in diverse fasi, del Arts and Humanities Research Board of Great Britain, l’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), e la Regione Lombardia.

 

               

 

Particolarità di questo progetto è l'utilizzo di maschere teatrali ricostruite sulla base di reperti archeologici del III sec. a.C, provenienti dalla necropoli greca di Lipari.Le maschere sono state ricreate a grandezza naturale attraverso una sofisticata tecnica, partendo da una scansione digitale in tre dimensioni di reperti in miniatura, e poi indagate e agite in vari momenti laboratoriali e produttivi.

 

Menandro scrisse Dyscolos nel 316 a.C., si tratta quindi del più antico testo della Commedia nuova ellenistica a noi integralmente pervenuto. E' il primo esempio di commedia borghese, dove l'attenzione si focalizza su sentimenti e passioni private e dove appare il prototipo del misantropo, lo scorbutico solitario a cui molti drammaturghi in seguito si ispireranno.

La vicenda umana del Dyscolos è un discorso sulla condizione umana e sul senso della solidarietà. Cnemone, il misantropo, rifiuta gli altri uomini come interlocutori. Al suo atteggiamento è giunto attraverso la strada di un feroce moralismo, che l’esperienza ha trasformato in una radicale sfiducia nel genere umano. Le circostanze lo indurranno a modificare la sua posizione, ma non tutta la sua lezione andrà persa, e resterà nel pubblico un’eco di certe sue considerazioni, che ancora oggi lasciano di che riflettere.

 

La musica è affidata alle percussioni di Davide Michieletto e ai musicisti di Specimen Teatro (Lecce), con l’utilizzazione di danze, melodie e ritmi del Sud, in modo particolare dell’area grecanica. Tale scelta si è rivelata particolarmente suggestiva.

Traduzione vivace di Ezio Savino, appositamente pensata e calibrata per l’occasione.

Personaggi della commedia

Sostrato, giovane - Cherca, amico di Sostrato - Pirria, servo di Sostrato - Cnemone, vecchio - La figlia di Cnemone - Gorgia, giovane - Davo, servo di Gorgia - Sicone, cuoco - Geta, servo di Callippide - La madre di Sostrato - Simiche, serva di Cnemone - Callippide, padre di Sostrato.

 

             

Sinossi

L’azione avviene a File, nell’Attica, terra di tenaci contadini. Sostrato, giovane figlio di Callippide, un ricco possidente, s’innamora di una fanciulla bella e di animo puro “…che ignora completamente il male, grazie all’educazione ricevuta” dal padre Cnemone, un contadino, grande lavoratore, ma misantropo e collerico con tutti. Sostrato le prova di tutte per ottenere la ragazza: si rivolge a Cherea, un ruffiano, a Geta, astuto servo del padre; s’ingegna con la zappa per avvicinarsi a Cnemone e ottenerne la benevolenza, tutto senza frutto. Infine trova un prezioso alleato in Gorgia, contadino povero ma generoso, figlio di primo letto della ex moglie di Cnemone e quindi fratellastro, premuroso, della ragazza. La madre di Sostrato, devota del dio Pan, sollecitata da un sogno che riproduce per immagini proprio l’esperienza del giovane, decide un sacrificio in onore del dio. Il ninfeo di Pan, destinato al rito, si trova accanto alla casa di Cnemone, che viene molto disturbato dai preparativi della festa, inveisce e picchia i servi. Nel tentativo di recuperare un’anfora e una zappa cadute nel pozzo a Siniche, la vecchia serva di casa, Cnemone stesso cade nel pozzo e viene salvato in extremis da Gorgia. Cnemone è commosso dalla bontà incondizionata del figliastro e un’improvvisa consapevolezza lo assale “…ora che ho visto da vicino la morte, rapida e imprevedibile, ho capito che sbagliavo…ma sono stato messo fuori di strada dal vedere il modo di vivere degli altri, i loro calcoli, l’attenzione esclusivamente rivolta al guadagno…” Cnemone concede a Sostrato la mano di sua figlia e Sostrato convince il padre, non senza fatica,  a fare altrettanto con la sorella, e concederla a Gorgia. Il sacrificio in onore di Pan diviene occasione di festa ed incontro per le due famiglie, non senza che i due servi precedentemente maltrattati si prendano il gusto di vendicarsi con beffe e provocazioni, delle angherie subite da Cnemone, ma, come da necessità di Commedia, tutto si conclude felicemente.

  

 

 

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Ultimo aggiornamento: 11-06-05